Storia

Le origini del Centro Studi Marchigiano “Ugo La Malfa”

di Dario Pulita

L’idea di creare il Centro Studi Marchigiano “ Ugo La Malfa “ nasce da una mia riflessione negli anni ‘80, diventata realtà nel 1991.

In quel periodo, impegnato politicamente, avvertivo che per il Partito Repubblicano sarebbe stato importante dotarsi di una struttura, che trovasse su base tecnico-scientifica soluzioni dei problemi economici o sociali della nostra Regione, al fine di elaborare la sua politica su serie basi di  concretezza e di  fattibilità. Tale strumento, per avere credibilità ed efficacia, doveva coinvolgere personalità del mondo universitario, economico e sociale. Era pertanto necessario che operasse in piena autonomia dal partito, pur richiamandosi al pensiero laico-repubblicano e liberal-democratico.

Fatte queste prime riflessioni, era indispensabile che la struttura che si andava a creare avesse un sopporto finanziario, altrimenti sarebbe stata una delle tante presenze culturali destinate a rimanere sulla carta. Insieme ad alcuni amici cooperatori, tra i quali Liborio Palombini, Teresa Brazzini, Nello Giacani,  Massimo Cerioni e altri, ci adoperammo affinché  il nascente Centro Studi potesse contare su basi finanziarie certe. Risolto il fondamentale problema, nel 1991  il Centro Studi Marchigiano “Ugo La Malfa” iniziò la sua attività.

Era altrettanto importante, per qualificare il Centro, nominare un Comitato Scientifico che coinvolgesse personalità del mondo universitario ed economico marchigiano. L’obbiettivo era abbastanza difficile, ma fu raggiunto agevolmente con la disponibilità del Prof. Raffaele Molinelli, dell’Università di Urbino, a partecipare alla vita del Centro: la sua adesione, per il prestigio che godeva nel mondo universitario, fu il miglior biglietto da visita,tanto da sollecitare e ottenere altre importanti adesioni, come quelle dei proff. Valeriano Balloni, Università di Urbino; Paolo Pettinati, Università di Ancona; Michele Millozzi, Università di Macerata; Giancarlo Polidori, Università di Urbino; Giammario Raggetti, Università di Ancona.

Individuammo, poi, la figura di Coordinatore nella persona del Prof. Enrico Ciuffolotti, il quale per il ruolo svolto e il prestigio goduto nel mondo culturale jesino dava le più ampie garanzie di autorevolezza e di piena autonomia dal mondo politico.

In tempi successivi il Comitato Scientifico venne di volta in volta integrato con altri elementi: Marco Severini. vincitore del Concorso per una ricerca su un personaggio storico del nostro Risorgimento, bandito dal Centro Studi; Carlo Pongetti e Romano Ugolini, Università di Perugia; Tittarelli Ermanno, architetto urbanista; Bertarelli Fabio, professore;,Lorenzo Verdolini, ricercatore storico.

Inaugurammo il Centro nel 1991, invitando per ovvi motivi, visto che era intitolato al padre, l’On. Giorgio La Malfa, il quale, non tenendo conto dello spirito e delle finalità con cui il centro nasceva, svolse un intervento polemico, tutto incentrato sulla politica nazionale del momento. Tale fatto ci indusse a decidere  di evitare in futuro ogni coinvolgimento di politici di parte.

Il Comitato Scientifico, nominato ufficialmente nelle persone suddette, diede il via alla prima iniziativa di carattere economico, che coinvolse i Proff. Balloni, Pettenati e Polidori, i quali, dopo un’attenta analisi e  una pregevole ricerca, stilarono un rapporto sull’Economia Marchigiana relativa al 1991.

La ricerca fu pubblicata a cura del Centro Studi e fu utilizzata, nello spirito detto all’inizio, come base di una conferenza programmatica, indetta dal PRI delle Marche, di cui il sottoscritto era Segretario Politico.

Dopo questa prima esperienza, senz’altro positiva, di utilizzare, cioè, la produzione del Centro Studi per una seria elaborazione politico – programmatica , il panorama nazionale fu terremotato dallo scandalo di tangentopoli. Questo fatto portò me e gli amici che si riconoscevano nel Centro Studi ad abbandonare la politica attiva, per dedicarsi solo all’attività del Centro e per rendere così ancora più netta la sua piena autonomia dalla politica.

La vita successiva del Centro è ampiamente documentata attraverso le sue iniziative.

Terminando queste mie brevi riflessioni, mi preme sottolineare che la nascita e la successiva qualificazione del Centro, perché oggi è una realtà nel panorama culturale jesino e marchigiano, non sarebbe stata possibile senza l’apporto determinante degli amici già citati. In particolare debbo ricordare Liborio Palombini, perché, senza il suo impegno e le sue capacità organizzative e amministrative, la cooperativa, che ha costituito il perno principale per l’avvio del Centro Studi, non avrebbe mai raggiunto il grado di operatività che l’ ha caratterizzata. Va sottolineato che anche successivamente il suo impegno nel Centro Studi è stato prezioso e costante come responsabile organizzativo e tesoriere. Una grata memoria va al Prof. Raffaele Molinelli, il quale  ha subito creduto nel progetto e, con la sua qualificata adesione, ha consentito che il Centro si presentasse nella maniera più credibile. Inoltre la sua attiva partecipazione alla vita del Centro  ha costituito, per il prestigio personale che aveva, un punto di riferimento e di equilibrio fondamentale, tanto che con la sua scomparsa avvertimmo subito dei cambiamenti che determinarono una radicale svolta nella composizione degli organi  del Centro.

Al prof. Enrico Ciuffolotti, che in tutti questi anni, come Coordinatore del Comitato Scientifico, ha diretto il Centro e l’ha rappresentato nella sua proiezione esterna in maniera straordinariamente efficace e qualificante, va il merito del prestigio e della credibilità che il Centro Studi gode nel panorama culturale Jesino e regionale. E’ evidente che senza il suo apporto determinante non sarebbe stato possibile realizzare le numerose e qualificanti iniziative, che il Centro Studi  Marchigiano nel ventennale della sua fondazione ha legittimamente vantato.

Col 1 gennaio 2012 il Prof. Ciuffolotti, pur restando nella struttura del Centro, ha cessato dalle funzioni di Coordinatore, che, su suo suggerimento, sono passate a Katia Mammoli.

Dal periodico   “ POLITICA COME “ – Anno II N.4 Giugno 1991

Una nuova realtà culturale: Il Centro Studi Marchigiano “Ugo La Malfa”

Sabato, 29 giugno, verrà presentato il CENTRO STUDI MARCHIGIANO  “Ugo la Malfa”, dal suo Statuto definito associazione culturale senza scopo di lucro, costituita in Jesi con scopi esclusivamente culturali. Esso è reso possibile dalla volontà e dal lavoro di un gruppo di amici impegnati nella cooperazione, i quali da un lato hanno sentito la necessità di creare un terreno culturale, sul quale far incontrare i problemi veri della società e le possibili soluzioni, ricercate anche alla luce della riflessione storica; dall’altro hanno  destinato l’utile tratto dal loro lavoro di vari anni ad un progetto “alto”, “ politico “ nel significato più ampio e nobile del termine. La struttura nasce, quindi, libera da connotati politici, perché possa vivere in modo autonomo, pur appartenendo ad un’area ideale largamente democratica. La sua capacità propositiva è affidata ad un Comitato Scientifico, del quale sono chiamati a far parte storici ed economisti delle Università marchigiane, che, come coordinatore, ringrazio vivamente, per l’interesse convinto con cui hanno accettato l’incarico, perché garantiranno il livello della elaborazione progettuale del piano annuale delle attività. Coinvolgere persone di alto livello scientifico è stata sempre una scelta intelligente e giusta di chi sa quanto siano importanti la impostazione e la soluzione dei problemi sempre più complessi della società. Nella scelta del componenti del Comitato Scientifico si è voluto privilegiare l’Università marchigiana, che ha grandi risorse culturali da coinvolgere in un progetto come il nostro: sono studiosi di cui è noto il valore e ai quali viene lasciata la più piena libertà di progettazione e proposta. In un momento storico che vede la politica occupare tutti gli spazi, il Centro Studi vuol procedere controcorrente, perché vuol ridare alla cultura la voce e la presenza autonome, che la devono qualificare e distinguere. Il 29 giugno prossimo sarà distribuito lo Statuto del Centro Studi, il quale farà conoscere ai cittadini natura, finalità e struttura dell’organismo che nasce. Esso è intitolato ad Ugo La Malfa, statista insigne, padre della Repubblica e protagonista per quasi un  quarantennio della sua storia: un politico in grado di vedere con lucidità i problemi del Paese, raccogliendo sempre un credito di stima, che lo faceva autorevole, pur appartenendo ad un partito piccolo, espressione di un’Italia di minoranza. Per la presentazione del Centro Studi alla pubblica opinione e ai cittadini di Jesi, si è pensato di illustrare il pensiero politico ed economico di Ugo La Malfa e di affidare questo compito ad uno studioso di grande valore come il Senatore Giovanni Ferrara, editorialista di “Repubblica”. La presenza dell’On. Giorgio La Malfa ci è parsa doverosa e necessaria, come quella dell’erede del Grande, che dà il nome al Centro. La speranza è che il nostro Centro Studi sappia conquistare un ruolo importante nel panorama culturale della città e della Regione, qualificandosi come organismo democratico, vivo ed operante per il progresso civile dell’intera comunità marchigiana.

                                                                    Enrico Ciuffolotti

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